L’allegro fantasma, di Totò

L’allegro fantasma è un film interpretato da Totò nel 1941.

Scelgo di scriverne per dare conto di quel genio che fu Totò, del quale pare che in vita i critici faticarono a riconoscere il valore. A noi posteri basta una definizione lapidaria di Alberto Sordi: ” Noi siamo stati bravi attori, chi più chi meno, ma l’unico fenomeno del cinema italiano è stato Totò.”

In questa pellicola, davvero datata – risale a quasi ottant’anni fa – si possono ammirare le capacità funamboliche dell’attore napoletano, capace di rendere le sue commedie buffe ed esilaranti, e stordire lo spettatore per il sottile divertimento, senza che mai la risata esuli da un contesto pieno di senso.

La figura dell’attore comico Totò oscilla tra l’eleganza del nobile decaduto, e la miseria più irreversibile dell’avventuriero in cerca di fortuna.

In L’allegro fantasma il protagonista è a metà strada;  un ragazzetto smilzo e orfanello – il giovane Totò – scopre improvvisamente di essere il figlio segreto di ricco signore  di cui si sta per leggere il testamento. La storia si svolge in una famiglia borghese di tre studentesse, dove l’arrivo di Nicolino- e di due suoi fratelli gemelli –  getterà lo scompiglio sulla lettura dell’eredità dello Zio Pantaleo.  Tutti e tre i fratelli sono interpretati da Totò.

Le cose che in questo film si possono apprezzare particolarmente sono la leggerezza della recitazione di Totò, che sovente si muove come una marionetta, con quelle cadenze che l’hanno reso famoso. Ma non c’è solo questo; come in altri film in L’allegro fantasma Totò interpreta più di un personaggio, riuscendo a dare una caratterizzazione fisica e psicologica riuscitissima di ognuno.

Si dice che Totò arrivasse a recitare in tre film al giorno,  e che andasse a braccio, inventandosi lui stesso il copione. Non è difficile crederlo, se si osservano con attenzione le sue gag (specie quelle più celebri, con Peppino de Filippo).

Il genere dei suoi film viene spesso definito come la commedia degli equivoci, un filone cinematografico antesignano della commedia all’italiana, con il quale  è in rapporto di stretta parentela. Gli elementi caratteristici di questo genere sono per l’appunto l’equivoco – di persona, di situazione, di linguaggio – da cui si scatena l’effetto comico in grado di guidare tutta la storia.

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