4 consigli per scrivere un Romanzo

Non c’è maggiore libertà di iniziare a scrivere un Romanzo, almeno se paragoniamo quest’attività, hobby o lavoro –  fate voi il livello di impegno che volete raggiungere – con tanti altri modi e opportunità che abbiamo di scrivere. Il Romanzo ci obbliga continuamente a fare delle scelte ed è importante avere le idee chiare su cosa vogliamo raccontare, e come farlo.

Quali sono i punti fermi da cui partire, per evitare di perdersi a metà dell’opera?

Scegliete bene la storia: anche se non è detto che dobbiamo scrivere il prossimo capolavoro della letteratura mondiale, la scelta di una buona storia  è fondamentale. Non lasciatevi ingannare dal significato più ovvio insito in queste parole, scegliere una buona storia non è così complicato come sembra ma neppure è scontato. Credo che la scelta sia sempre relativa al tipo umano a cui lo scrittore sente di appartenere. Quando Pierpaolo Pasolini nel 1955 scrisse Ragazzi di vita, Moravia disse che per la prima volta qualcuno aveva parlato delle borgate romane, e che quella di Pasolini era una sorprendente epica rovesciata, che aveva per eroi ladri, poveracci, prostitute. Il linguaggio crudo utilizzato nel Romanzo, era lo stesso dei suoi personaggi di strada; questo costò a Pasolini e a Garzanti un processo, nel quale poi furono assolti.  Testimoniarono, a favore di Pasolini, personaggi della cultura come Carlo Bo, che da rettore dell’Università di Urbino definì l’opera un Romanzo profondamente cristiano.

Costruite una buona trama: Le trame sono fondamentali per avvincere il lettore, e fare in modo che il vostro libro raggiunga molti lettori. Scegliere una buona storia e creare una trama valida non sono la stessa cosa, ma si tratta di due fasi ben distinte. La trama ha a che vedere con i concetti fondamentali di fabula e intreccio, che ogni scrittore deve saper maneggiare.  La fabula rappresenta ciò che viene raccontato, gli eventi si svolgono nel loro ordine cronologico e si basano su tre elementi fondamentali: l’inizio, cioè la situazione che da avvio alla storia; lo svolgimento, e tutte le vicissitudini che avvengono nella storia, e la sua conclusione.  L’intreccio, invece, è il modo in cui la storia viene riferita, e si basa su flashback e flash-forward, ovvero salti all’indietro o in avanti, come accade anche nei film; l‘intreccio deriva ovviamente dal punto di vista scelto per raccontare, in altre parole dal narratore della storia. Immaginatevi perciò chi deve raccontare, e quale livello di complessità ha la trama. La costruzione di una trama ha a che vedere con la progettazione narrativa, ovvero tutto ciò che decidiamo di pianificare, per sviluppare il racconto coerente di una vicenda, e renderlo interessante al lettore.

Curate l’ambientazione e i personaggi: scrivere un Romanzo presuppone di affidarsi a dei personaggi, i quali sono gli interpreti formidabili del pensiero e delle intenzioni dell’autore. Ogni scrittore troverà funzionali certi personaggi e meno calzanti altri; dipende molto dalle sue intenzioni e obiettivi. Gli investigatori Poirot e Miss Marple sono i protagonisti dei gialli di Agatha Christie. Sono estremamente funzionali alle storie raccontate da Agata Christie, alle sue trame e atmosfere. Provate, perciò, a immaginare i vostri personaggi in tutto e per tutto: come vestono e cosa fanno, che tipo di passato hanno avuto, perché si comportano in un certo modo piuttosto che un altro. Inseriteli in un ambiente giusto per loro. C’è un film che mi piace molto e la cui citazione può sembrare fuorviante: è Il buono il brutto e il cattivo di Sergio Leone.  Premesso che anche i film sono letteratura – cioè un modo di raccontare la realtà; Pasolini, che di cinema si occupò molto, sosteneva che il cinema è la realtà stessa, la scrittura della realtà – ebbene, quel film è, tra le altre cose, un capolavoro di psicologia del personaggio. È la storia incredibile, immaginifica, epica, di tre bounty killers che vivono in mondo di cui Leone ricreò alla perfezione le ambientazioni, il costume, le regole, e il loro modo di pensare. Ambientazione e personaggi vanno a braccetto: nel film non si avverte alcuna sbavatura o contrasto; i personaggi di Sergio Leone ci sembrano perfetti per l’ambientazione creata.

Lo stile e il ritmo: Lo stile dello scrittore ha molto a che vedere con il suo linguaggio, anzi con i linguaggi che utilizza. Ci sono sempre più linguaggi in un Romanzo. Nei Promessi Sposi, Manzoni passò diversi anni a rivedere il linguaggio del suo Romanzo, si occupò cioè di fare diverse revisioni, in quel caso il dato linguistico era il tipo d’italiano. Eppure, nel libro si contano anche altri linguaggi: quello di Azzeccagarbugli è diverso dal linguaggio di Renzo, il primo usa le parole per confondere, il secondo non capisce il latinorum. Il popolo capisce il linguaggio dei segni, molto meno quello delle parole. Il racconto d’apertura in cui Don Abbondio incontra i bravi è descritto dall’autore attraverso il linguaggio dei segni. Don Abbondio capisce che si tratta di bravi da come si comportano, e tutto è raccontato con gran minuzia di particolari. In un Romanzo la costruzione delle frasi, la loro complessità, da luogo alla forma del discorso e tutto si traduce in ritmo. In Viaggio al termine della Notte di Cèline l’autore si oppose fermamente alla revisione che gli era stata proposta  dall’editore, perché questa avrebbe mandato all’aria tutto il ritmo del suo Romanzo.

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