Differenza in battute tra Racconto e Romanzo

Non è affatto detto, quando si inizia a scrivere un’opera letteraria, che si sappia con certezza di quante pagine sarà composto il racconto o il romanzo che abbiamo immaginato di scrivere. Spesso ciò capita perché lo scrittore è alle prime armi, e non sa esattamente che lunghezza darà al proprio lavoro. Inoltre, contano molto anche le attitudini personali: ci sono scrittori portati alla narrativa breve, e altri che invece preferiscono da subito la dimensione lunga del romanzo.

Da un punto di vista tecnico, le differenze nella lunghezza di un’opera determinano anche differenze nel genere letterario. Infatti, proprio in base a questo criterio, si distinguono:

– il Racconto breve: si tratta di un racconto che non deve superare le 5 cartelle dattiloscritte, corrispondenti ciascuna a 2000 battute (spazi compresi). Ne sentiamo parlare spesso ai concorsi letterari. In effetti, il racconto breve è un’ottima palestra per scrittori che si stanno affacciando nel mondo della narrativa;

il Racconto lungo: i puristi distinguono tra racconto (da 5 cartelle dattiloscritte fino a 30) e racconto lungo (dalle 30 alle 50 cartelle dattiloscritte). Si tratta di una misura che serve a distinguere tra una narrazione che può dirsi ancora “breve”, e un’altra che invece si dispiega con una lunghezza che richiede un approccio più articolato.

il Romanzo breve: va dalle 50 alle 150 cartelle dattiloscritte. Con questo genere narrativo siamo nel campo di quella che in inglese viene definita short novel.

il Romanzo: una narrazione che supera le 150 cartelle dattiloscritte. È il Romanzo per antonomasia – Dickens e Tolstoj ne sono ottimi esempi – in cui anche la lunghezza dei capitoli spesso diventa proporzionale alla lunghezza del testo.

Jorge Luis Borges, scrittore fantastico di grande bravura e fascino, nonché coltissimo, prediligeva la narrativa breve, e non ha mai scritto romanzi. Anche altri autori, anch’essi molto importanti, come Edgar Allan Poe, hanno utilizzato perlopiù la forma racconto e qualche volta il racconto lungo (per es. ne Le avventure di Gordon Pym).

Un altro autore che ha prediletto la forma anche brevissima del racconto è Dino Buzzati. Il suo libro Sessanta racconti (vincitore del premio strega nel 1958) è fatto di racconti e racconti brevi. Un scrittore amante della narrativa breve è senza dubbio Italo Calvino. Non solo è stato un prolifico autore di racconti, ma con la trilogia I nostri antenati (Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente) e altri lavori si è tenuto all’interno della short novel (romanzo breve).

Dal punto di vista della lunghezza, ogni scrittore può fare le scelte che sente più congeniali. E’ una dimensione che identifica l’autore per genere, e lo pone di fronte a scelte importanti dal punto di vista narrativo.

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