Il linguaggio del personaggio

Nel Romanzo l’Autore utilizza un proprio registro stilistico, che può essere più o meno letterario. Il modo in cui si esprimono i personaggi, conferisce ulteriore stile alla storia e al suo Autore. Di solito i dialoghi rappresentano la parte più antiletteraria di un testo, ma proprio per questo è importante scriverli bene.

Conoscete il detto Parla come mangi? Proviamo a pensare che cosa ci vuole insegnare questo modo di dire popolare. Ci invita principalmente a essere chi siamo, a non alzare barriere attraverso le parole, a utilizzare il linguaggio in maniera veritiera e utile.

Questo concetto, semplice ma non così immediato, lo possiamo applicare anche ai personaggi di un Romanzo. Il loro linguaggio dovrebbe rispecchiare attraverso le parole ciò che essi sono e fanno, e il contesto in cui li abbiamo inseriti. Il linguaggio, in questo senso, è una delle caratteristiche del personaggio, in stretta relazione con: luogo e tempo, condizione sociale, cultura e vissuto. Il modo in cui i personaggi si esprimono ha a che fare con la poetica dell’autore, e serve a dare ulteriore colore alle scene.

In un autore come Pasolini, per esempio, la scelta neorealista determina il parlato dialettale in romanesco dei personaggi dei suoi Romanzi, come Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959). Questo carattere fortemente innovatore della sua letteratura, fu utilizzato da Pasolini anche nel cinema, che rendeva ancora più espressionisti questi tratti basici.

Il linguaggio del personaggio sembra situarsi al confine esatto tra informazione ed espressione. L’informazione è ciò che gli facciamo dire, e a questo proposito lo sappiamo, è importante introdurre il giusto livello di complessità nelle informazioni ed evitare di essere troppo scontati. I personaggi di una storia dovrebbero assomigliare alle persone reali, che come noto, applicano una certa censura, spesso involontaria, ai discorsi che fanno. Il personaggio di una storia può dire, quindi; ma l’Autore dovrebbe sapere quanto egli può confessare di sé stesso, e ciò che invece deve tacere. Un personaggio, esattamente come una persona reale, ha inoltre conflitti e paure di cui potrebbe non essere del tutto consapevole, ciò se vogliamo approfondire gli aspetti psicologici che si nascondono dietro una qualsiasi maschera.

L’espressione è tutto ciò che il personaggio ci comunica in maniera indiretta: attraverso l’abbigliamento e il portamento, e naturalmente anche con il linguaggio.  Nel capitolo II dei Promessi Sposi, quando Don Abbondio gli enumera in latino gli impedimenti al matrimonio, Renzo risponde: «Si piglia gioco di me?» interruppe il giovine. «Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?» (Manzoni). Apprendiamo più cose su Renzo da questa famosa battuta, che da tutte le informazioni che l’Autore ci fa avere su di lui.

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