Il ruolo dell’antagonista in una storia

L’antagonista è la persona o la forza che sposterà il protagonista del Romanzo verso la crescita e il cambiamento. Spesso questa figura o entità assume le sembianze di un cattivo, o qualcuno che si oppone direttamente al personaggio principale in molti modi.

Proprio come il protagonista, un antagonista deve essere ben delineato e avere un obiettivo chiaro e motivazioni per raggiungerlo; la differenza è che i suoi obiettivi sono in diretto contrasto con quelli del personaggio principale del Romanzo. Da qui scaturisce il conflitto, e ciò che rende interessante la narrazione!

Ad esempio, in J.K. Harry Potter di Rowling, Voldemort intende diventare il mago più potente di tutti e conquistare il mondo. Senza un antagonista, il nostro protagonista non ha oppositori e la storia potrebbe risultare senza conflitto, e quindi priva della sufficiente tensione narrativa atta a coinvolgere e conquistare il lettore.

Tipi di antagonisti

La figura classica di antagonista è il cattivo di tanti film di azione: una persona o un gruppo che si oppone direttamente al protagonista, cerca forse di farlo fuori, e ha alla base del proprio agire fini non etici: per esempio favorire il progresso nel modo sbagliato, realizzare profitti danneggiando la collettività,  o favorire attività criminali.

Anche il governo, la società e altri organi di potere possono avere scopi criminali e quindi essere antagonisti. Nel film Tiler Rake la maggior parte della polizia è corrotta e appoggia i piani di un trafficante di droga.

Non sempre il conflitto del protagonista è esteriore. A volte sono le circostanze, i difetti e le carenze del personaggio principale a creare il conflitto; si parla in questi casi di conflitto interiore del protagonista.

Nell’Amleto di Shakespeare, Claudio è nemico di Amleto. Tuttavia, Amleto è anche il suo peggior nemico, e combatte una guerra con se stesso per tutta la durata del dramma. Possono svolgere il ruolo di antagonista anche forze esterne inanimate, come la natura o la tecnologia. Questo meccanismo è utilizzato in molti film distopici, dove si immaginano scenari naturalistici o tecnologici del tutto catastrofici.

Come creare un buon antagonista

Sebbene spesso l’antagonista sia un cattivo, non necessariamente deve mancare di aspetti positivi. Nel film il fuggitivo Samuel Gerard è il capo delle indagini della polizia ed è incaricato di dare la caccia all’evaso Richard Kimble, un dottore ingiustamente condannato per l’omicidio della moglie. Gli eventi prenderanno un corso particolare, e Samuel si troverà a parteggiare per Richard, dopo avere scoperto che dice la verità. È chiaro che in questo caso abbiamo un falso antagonista, che si svelerà solo alla fine; il vero antagonista infatti nella storia è un medico collega di Kimble.

Non sempre l’antagonista ha ideali malvagi, ma semmai si occupa di opporsi al protagonista, per rendergli più difficile il perseguimento dei propri scopi e/o ideali.

Come per il personaggio principale della storia, anche per l’antagonista dobbiamo dare vita a una figura credibile e il più possibile somigliante a una persona reale, con difetti e caratteristiche che lo rendano umano ed empatico. Il lettore deve essere spinto a farsi domande sull’antagonista, chiedersi per esempio se è davvero un cattivo, e può essere indotto a provare una certa simpatia per lui.

Una storia vive di conflitto e non dobbiamo avere paura di creare più antagonisti che si oppongono al personaggio principale: il ruolo di un cattivo, un conflitto interno o una forza inanimata possono coesistere allo stesso tempo, per rendere più avvincente la missione che il protagonista deve portare a compimento ( pensate a tutte le difficoltà che ha bisogno di superare Frodo Baggins ne Il signore degli Anelli).

Creare un equilibro tra il protagonista e l’antagonista

Il protagonista e l’antagonista devono opporsi ma fra loro deve esserci un certo equilibrio. Non devono essere troppo forti l’uno rispetto all’altro, e il conflitto a un certo punto della storia, verso la fine, dovrà risolversi, e la loro contrapposizione non dovrà risultare né troppo breve né troppo lunga.  Deve accendere nella storia il giusto pathos, e incuriosirci su come andrà a finire.

Nel caso del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, il protagonista del Romanzo è alle prese per tutto il libro con antagonisti veri e immaginari; alcuni scaturiscono dal suo conflitto interiore, altri invece li incontra nel corso delle sue avventure.

L’importante è dare luogo a un conflitto credibile. È un aspetto fondamentale per accattivarsi il lettore.

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2 pensieri su “Il ruolo dell’antagonista in una storia

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