Come coinvolgere il lettore

Gli scrittori – non tutti, alcuni – amano dire che scrivono soprattutto per se stessi. Ma che ne sarebbe di tutta la narrativa, e soprattutto di ciò che passa sotto il termine intrattenimento – se non si occupasse da vicino del lettore? Spesso la narrativa popolare è quella che per vocazione e ammissione dei propri autori, si occupa di scrivere storie che il lettore lo coinvolgano, e lo tengano incollato alla pagina.

La verità è che lo Scrittore ha sempre in mente e ha a che fare con il Lettore, e gli propone un gioco teso a fargli capire che anche lui conta ed è parte integrante della storia. Uno scrittore come Italo Calvino – esponente di una letteratura colta –  si è sempre mosso con una capacità più unica che rara di intrattenere il lettore. Ha addirittura dedicato un romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore  … a una coppia di lettori, che seguono le avventure del libro che l’Autore sta scrivendo: il che non è soltanto una pregevole avanguardia letteraria, ma resta un affettuoso omaggio alla categoria del lettore, sempre piuttosto sfuggente.

Coinvolgere e intrattenere sono due cose abbastanza diverse. Oggi probabilmente tutti i produttori di fiction – non solo di narrativa – lavorano per coinvolgere il lettore, ovvero fornirgli un’esperienza il più possibile totale. Insomma, apro il mio Libro e già dalla prima pagina sono trascinato dentro una situazione narrativa che non mi lascia scampo, mi conquista perché mi porta dentro un mondo credibile e ben strutturato. Coinvolgere il lettore non è facile, lo sanno fare i grandi: da Edgar Allan Poe a Stephen King. Il coinvolgimento richiede la combinazione di varie qualità nello scrittore, alcune francamente potrebbe sfinirlo: è richiesto un sapiente equilibrio di doti formali ed estetiche, con altre più strutturali, come la capacità di imbastire trame precise.

L’intrattenimento è un mix di leggerezza, ironia e proposta. Cosa avrà mai da proporre uno Scrittore al lettore? Innanzitutto i propri ragionamenti, i propri valori, conditi con un sapiente divertissiment. Per esempio se ci sentiamo bravi come Aghata Christie, potremo cimentarci nel genere giallo: un canone narrativo che apparentemente utilizza figure stereotipate – il detective, l’indagine, il delitto, la ricerca dei colpevoli – ma attraverso il bilanciamento di vari fattori ci prende spesso sapientemente per mano e ci racconta la visione del mondo o della società del proprio autore.  

L’importante, alla fine, sarà per l’appunto il giudizio e la conquista del lettore.  

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