L’archetipo del mutaforma

Esiste un archetipo fra i modelli dei personaggi adottati da Crish Vogler ne Il viaggio dell’eroe  che è detto mutaforma (o Shapeshifter). Chi è e quali sono le funzioni del mutaforma in una storia?

Seguendo la traccia indicata dallo stesso Vogler, il personaggio del mutaforma (o Shapeshifter) è double-face, ovvero sfugge a una facile catalogazione – non è un buono né un cattivo – e ha lo scopo di risvegliare le energie represse nell’eroe. Questo archetipo ha a che fare con la trasformazione, con il superamento di ciò che è ordinario, e di questo ci danno un chiaro esempio le fiabe. E’ un esempio di Shapeshifter, in Biancaneve, la regina che nelle sembianze di una vecchia porge alla protagonista una mela avvelenata. Si tratta perciò di personaggi dai quali l’Eroe – o l’eroina – devono guardarsi bene, non essendo possibile catalogarli con esattezza.

Nel viaggio verso Mordor, ne Il Signore degli anelli, Frodo e Sam si fanno accompagnare da Gollum, il folletto. Anche questo personaggio è un mutaforma, tanto che è dotato di due volti entrambi mostruosi: con uno sembra rassicurare i due viaggiatori, con l’altro parla loro alle spalle minacciandoli di continuo, ed esibisce un conflitto di identità. Il mutaforma mette il protagonista di fronte al conflitto con le proprie forze interiori, che egli ancora non conosce, e che esplorerà meglio proprio grazie a queste difficili prove.

In Pinocchio, il burattino passa attraverso diverse trasformazioni: si trasforma un asinello… e infine diventerà un bambino; anch’egli perciò segue il percorso della trasformazione per raggiungere la propria evoluzione, come personaggio. Ne Il conte di Montecristo  Edmond Dantes adotta diversi travestimenti e inventa vari personaggi per eseguire la propria vendetta:  il travestimento e la trasformazione aiutano la trama, e la missione del protagonista.

Nel giallo, o nel noir, o nel film d’azione, l’archetipo del mutaforma – che va visto come una qualità, non solo come un tipo di personaggio – sono impersonati da figure che tradizionalmente rivestono il ruolo di indiziati, e possibili colpevoli, e mantengono un’aria di mistero che dura fino alla fine  della storia. La loro funzione è garantire che la suspense della storia tenga, e dirci esattamente troppo presto come sono fatti, comprometterebbe la tenuta narrativa della storia. Solo alla fine, ci siamo guadagnati il diritto di ascoltare la possibile confessione del cattivo, e scopriamo che il ruolo che i personaggi, come agenti di una formula chimica, hanno svolto nella vicenda; si tratta di cambiamenti dovuti al gioco con questo archetipo.

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