Il ruolo del mentore

Tra gli archetipi più famosi, in letteratura, c’è quello di mentore. Fa parte anch’esso dello schema del viaggio dell’eroe illustrato da Crish Vogler, ma per certi versi non ha bisogno di presentazioni. Tutti lo conosciamo, perché lo abbiamo visto in azione in un Romanzo, oppure in un film e ne abbiamo assorbito le dinamiche.

Se partiamo dai classici, la figura del mentore più classica di tutte è quella di Virgilio che nella Divina Commedia – quest’anno ricorrono i 700 dalla nascita del poeta fiorentino – guida Dante nel suo famoso viaggio nell’oltretomba. Alcune curiosità su quel viaggio: interpretazioni moderne dei versi danteschi suggeriscono che Dante sapesse già nel 1300 della sfericità della terra. Perché Virgilio è un mentore? In quanto è la guida spirituale del sommo poeta, il maestro per eccellenza, grazie al quale Dante riesce a comprendere cose che la sua coscienza non gli permetterebbe di afferrare.

Nel Conte di Montecristo – uno dei capolavori di Dumas – il ruolo dell’abate Faria è quello di mentore ma in questo caso il suo ruolo è più terreno. L’abate Faria si occupa si dare un’istruzione a Edmond Dantes e di accompagnare la sua rinascita nel ruolo principesco del personaggio con il quale eseguirà la sua vendetta. Gli fornisce un’educazione mondana, una cultura, gli indica dov’è sepolto un inestimabile tesoro – il significato è letterale ma anche simbolico.

Il mentore ha una funzione importantissima per l’eroe, specie in quei Romanzi fantasy che si reggono sulla struttura mitica del viaggio dell’eroe. Mettono il protagonista (l’Eroe) di fronte alla propria missione. E’ questo,  per esempio, il ruolo di Gandalf nel Signore degli anelli. Senza di lui, Frodo Beggins – un piccolo hobbit che dovrà viaggiare fino a Mordor per sbarazzarsi dell’anello del potere – non ne saprebbe abbastanza della propria missione, o delle proprietà dell’anello. Come vediamo, nel romanzo fantasy il mentore può essere uno stregone o un mago, in ogni caso è qualcuno che possiede conoscenze speciali in grado di indirizzare sul giusto binario colui che regge sulle spalle il peso della storia.

In un film come Matrix, il ruolo di Morpheus è senza alcun dubbio quello di mentore nei confronti di Neo. Questa sua missione gli fa dire:   «Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.» (Morpheus a Neo)

Da aggiungere c’è che l’archetipo del mentore non è sempre il contenuto esclusivo di un ruolo, possiamo trovarlo accanto all’archetipo del guardiano della soglia, a cui è tematicamente vicino; tuttavia esso è così ricco e significante che può bastare da solo per creare personaggi di sicura presa.

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