Del climax

Cos’è il climax all’interno di un romanzo o di una storia?  E’ una particolare figura retorica, detta anche gradazione ascendente, consistente nel passare gradatamente da un concetto all’altro, o nel ribadire un concetto unico con vocaboli sinonimi via via più efficaci e intensi, o più genericamente, nel disporre i termini di una frase in ordine crescente di valore e di forza (fonte, Treccani).

Il climax (dal greco κλῖμαξ, pronuncia klímaks, «scala»), descrive quindi il salire e l’aumentare di intensità in un procedimento retorico o oratorio. E’ piuttosto semplice e intuitivo capire, per traslazione, cosa sia il climax all’interno di una vicenda narrativa. Coincide con il momento o la situazione in cui una storia, più o meno in vista della soluzione, trova la sua maggiore tensione narrativa.  

Ne I miserabili di Victor Hugo, non mancano i momenti di suspense, all’interno delle numerose e intricate vicende raccontate in quel romanzo storico così famoso. Mi pare tuttavia di poter identificare il climax nel momento in cui Marius e Jean Valjean combattono insieme sulla barricata rivoluzionaria a Parigi. La scheggia storica, inventata ma mirabilmente costruita, coincide con il punto di maggior acme di tutta la storia. Da lì in poi, gli eventi procedono spediti verso la loro conclusione.

Per esprimerci con il linguaggio di Crish Vogler, il climax è nient’altro che il plot point, in cui all’interno del terzo atto la trama si risolve: il protagonista o gli agenti positivi di una storia corrono i loro ultimi rischi prima della vittoria o della sconfitta finale (a seconda dell’approccio più o meno ottimistico dello scrittore o dello sceneggiatore).

Nel caso de I Dieci piccoli indiani di Aghata Christie il plot point avviene (sempre verso la fine) quasi a conclusione del terzo atto:  Vera Elizabeth Claythorne si trova davanti al giudice U. N. Owen, il quale pensa che sia caduta nella trappola da lui ideata e sia ormai l’unica superstite sull’isola mentre in realtà, lei e Philip Lombard hanno inscenato l’omicidio di quest’ultimo.

Non è detto che climax e plot point coincidano in maniera perfetta, al contrario. Se restiamo alla struttura in tre atti, all’interno del terzo atto il climax è quel procedimento ascendente, dal punto di vista della suspense, con il quale giungiamo al plot point; mentre se parliamo dei plot point nel primo e nel secondo atto,  questi possono essere definiti, al massimo, climax minori. Restando all’esempio de I dieci piccoli indiani di Aghata Christie: nel primo atto il climax è dato dal primo omicidio, ai danni del principe Starloff, il quale seduto al piano e propone ironicamente ai suoi compagni un brindisi «al crimine» e di dedicarsi alla comprensione del mistero. Subito dopo cade a terra svenuto. Il dott.  Amstrong scopre che è morto, probabilmente a causa del veleno messo nel suo bicchiere.  Nel secondo atto il plot point si concretizza con l’eliminazione del maggiordomo Rogers e della signora Brent, ovvero il più sospettato del gruppo, e una sospettata dell’uccisione dello stesso Rogers. 

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