Notazioni: esercizio di stile n°1

Nella prima prova e divertissement dei suoi Esercizi di stile, Queneau scrive Notations (Notazioni). Nella traduzione di Umberto Eco, il testo diventa il seguente:

Sulla S, in un’ora di traffico.  Un tipo di circa 26 anni, capello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che entra qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cuor de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.    

Cominciamo con il dire che tutta la scena è un gioco in bilico sul non sense di quel che viene descritto. La scena in sé consiste in un individuo che esibisce due o caratteristiche che provvedono a una minimale caratterizzazione di personaggio; la cordicella nel cappello al posto del nastro, una protesta svogliata sull’autobus, un accenno di trasandatezza d’abiti fattagli notare da un amico in una situazione differente. E’ molto poco per costruire una situazione narrativa, ma è possibile che Queneau intendesse giocare con qualcosa di indefinito, per precisarlo poi meglio dal punto di vista dell’espressione.

Nella prefazione, Eco ci dice che molti degli esperimenti di Queneau rientrano nelle figure di pensiero e di linguaggio. Non sono un esperto di semiotica, ma il gioco letterario potrebbe essere tradotto così: si imita  uno stile, o un linguaggio tipico della realtà, per far scaturire delle reazioni nel lettore (accostamenti di senso, e messaggi più o meno espliciti dal punto di vista dell’intertestualità).

Questo testo, per esempio, mima da vicino il prendere appunti. E’ ovvio che non tutti siamo acuti osservatori della realtà: per notare due volte lo stesso individuo in una città, nel corso di poco tempo, serve un notevole grado di attenzione: figurarsi se parliamo di ricordarci tutto quel che ha indosso e il comportamento. Da un lato, tutto ciò è l’esemplificazione dell’atteggiamento dello Scrittore, che prende degli appunti caotici; dall’altro può rimandare a interpretazioni più o meno accettabili dal punto di vista del senso. Emerge,  insomma, la complessità del testo, che diventa a tutti gli effetti un esperimento di semiotica: ho un certo cumulo di segni passibili d’interpretazione, molti dei quali in contraddizione tra di loro. Abbiamo un individuo che è nel contempo stizzito  (Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che entra qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria.) poco calmo ( Non appena vede un posto libero, vi si butta.) trascurato (È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove perché. )   Che strada devo seguire per interpretare il testo e reperire un senso? La mia costruzione di senso è abbastanza forte?

Il testo così com’è, potrebbe portarci a fare delle riflessioni sull’infodumping. Non mi basta avere dei dettagli in un testo per avere tout court una situazione narrativa, non tutti i dettagli sono importanti allo stesso modo e alcuni andrebbero esclusi per non sviare il lettore. Queste considerazioni sono fondamentali nella costruzione di una scena narrativa.

Le Notations nello stile imita una qualsivoglia presa di appunti e fa capire che in un testo quel che si dice può essere meno importante di quel che non dice. Da una veloce presa di appunti, veloce, quasi incalzante, cosa posso desumere? Chi è a scrivere? (o a pensare? Il testo può anche suggerire l’idea di un personaggio in un film che abbia un monologo interiore).   Potremmo pensare di aver spiato il taccuino di uno sceneggiatore, in fondo la frase: Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che entra qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria è tanto riassuntiva da poter essere adatta a quei brogliacci che servono agli attori per recitare una parte.

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