La Commedia umana di Balzac

Scrivere della Commedia umana di Balzac non è difficile. Nell’approcciarsi al più grande tentativo, forse, mai provato da uno scrittore, si potrebbe, come fece Zweig nella biografia a lui dedicata, cercare di paragonare Balzac a Napoleone per contemporaneità, grandezza e conquiste, ma noi saremo più pratici. Forse un altro paragone non sarebbe fuorviante, quello con la Divina Commedia di Dante,  sia per l’ispirazione che diede al titolo, e sia per rendere l’idea dell’immenso catalogo di personaggi e della vastità del progetto.

Se Balzac è sconfinato dal punto di vista delle pagine scritte, il suo genere non è il poema bensì il romanzo di costume e la satira sociale. Per romanzo sociale s’intende quel romanzo dove la descrizione dei tipi umani di un ambiente diventa preminente rispetto a qualsiasi altro aspetto: non abbiamo, cioè, il grande affresco storico a entrare nelle pagine di Balzac, come per esempio nell’Ivanhoe o nei Miserabili; anche se in alcuni suoi romanzi, come il colonello Chabert, sono forti i richiami alla Rivoluzione e al periodo del terrore. Nell’arco della sua non lunga vita, Balzac scrisse oltre centrotrenta opere, ma non tutte sono narrativa; alcune sono studi filosofici e sociali che dovevano affiancare l’ambizioso progetto della Comedie humaine. La stesura dell’opera si estende per circa un ventennio, dal 1831 al 1850, e dà vita a non meno di novanta romanzi e a circa 2.200 personaggi, tanto che lo stesso Balzac ebbe ad affermare che il lavoro di uno scrittore fa concorrenza allo stato civile.

I personaggi ritratti sono tanti, e alcuni di loro attraversano più Romanzi; il Lucien de Rubempré tanto caro a Wilde, è presente in Illusioni perdute e Scene di vita parigina; il suo amico Rastignac è presente in La pelle di zigrino, in Papà Goriot, oltre che in Illusioni perdute. Insomma, già nell’Ottocento, lo scrittore francese ragionava utilizzando il metodo del sequel e della serie, come uno sceneggiatore dei nostri giorni. La Commedia umana ha due aspetti interessanti che possono aiutare a capirla. Uno è il carattere scientifico: si trattò di un vero e proprio studio umano, che aveva l’ambizioso e forse irraggiungibile obiettivo di classificare tutti i possibili tipi sociali di individuo; l’altro è enciclopedico: nel grande come nel piccolo, Balzac è un autore coltissimo, in grado di spaziare in ogni aspetto della vita, dagli aspetti scientifici a quelli filosofici, a quelli prettamente economici,  e di certo dà vita a un immenso catalogo  di personaggi e ambientazioni.     

Balzac non ci è così sconosciuto, oggi, perché la moderna commedia – il cinema, e perfino la commedia all’italiana – ha preso molto ispirazione dai suoi aspetti stilistici. Per esempio, cogliere un individuo «tipico» abbastanza interessante e ritrarne la vita nei più minuti aspetti. Questo approccio, nei Romanzi di Balzac, non riguarda soltanto il protagonista ma tutta la folla di personaggi che si affaccia nelle sue pagine. In papà Goriot quest’ultimo è interessante quanto le sue figlie, Rastignac, la tenutaria della pensione Vauquer e l’oscuro Vautrin, e così via.

«Se Balzac ha fatto di questo genere plebeo – il romanzo di costume – una cosa ammirevole, sempre curiosa e sublime, è perché vi ha gettato tutto il suo essere. Molte volte mi sono stupito che la grande gloria di Balzac fosse quella di passare per un osservatore; mi era sempre sembrato che il suo merito principale fosse quello di essere visionario, e visionario appassionato. Tutti i suoi personaggi sono dotati dell’ardore vitale da cui era animato lui stesso. Tutte le sue finzioni sono colorate altrettanto profondamente dei sogni.» (C. Baudelaire)

Gli elementi che ritornano nei racconti di Balzac sono quelli materiali da cui lui stesso era affascinato, ma che nelle sue storie costruiscono quasi sempre la satira sociale: il denaro, innanzitutto, come elemento in grado di descrivere efficacemente la natura buona o malvagia di un uomo, in base all’attaccamento che prova per esso; i difetti umani più noti, quali la cupidigia, l’avarizia, l’arrivismo sociale che mostrano spesso che dietro la facciata borghese e perbenista di un individuo ci sono i peggiori misfatti; e l’intrigo, cioè un gusto molto spiccato ed elegante per le trame ben costruite, che sarebbero in grado ancora oggi di ispirare un moderno  scrittore di storie. Una delle qualità  per cui Balzac merita di essere apprezzato, inoltre, è il vitalismo che anima la sua opera, cosa che faceva di Baudelaire uno dei suoi estimatori.

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