Costruire un’ambientazione realistica per il proprio Romanzo

Tra le riflessioni più importanti che uno Scrittore è chiamato a fare circa la scrittura di un Romanzo, una o più riguardano senza ombra di dubbio l’ambientazione. Con il termine ambientazione di solito si intende il quadro storico-temporale che risponde alle domande Dove? e Quando? riferite a una fiction.

Grazie al testo di Umberto Eco Sei passeggiate nei boschi della narrativa  siamo in grado di rispondere facilmente alla questione: che regole dovrebbe rispettare una qualsiasi ambientazione per definirsi realistica? La risposta è più immediata di quel che si può credere: se il mondo narrativo ha le stesse regole del mondo reale, significa che la nostra opera si baserà su un’indagine degna della corrente letteraria del realismo. Così facevano Tolstoj, Dickens, Balzac, nell’Ottocento. Così ha fatto Hemingway nel corso del Novecento. Naturalmente, stiamo semplificando ma questo è il nocciolo della questione.  

È abbastanza curioso che spesso, in letteratura e più in generale nel raccontare storie,  le intenzioni possano sortire effetti che si rivelano opposti a quanto cercato. Nel caso di Emilio Salgari, per esempio, siamo alle prese con uno scrittore di avventura che amava studiare in maniera scrupolosa gli scenari delle proprie storie. Che si tratti della descrizione di una costa, oppure di una foresta e della sua vegetazione, o di animali, Salgari ama indulgere in osservazioni minuziose che oggi sarebbero quasi viste come infodumping. In realtà, quel che preme sottolineare non è tanto l’accumulazione di dettagli addirittura piacevole, uno degli aspetti più colti delle storie salgariane, ma l’effetto: poiché Salgari studiava sui libri, senza avere mai visto davvero le località che ci descrive, finiamo per trovarci a dei Caraibi, o in una Malesia descritti in maniera più fantastica che reale.

Diverso è il caso di romanzieri come Victor Hugo, Honoré de Balzac, o Eugene Sue. Questi scrittori hanno contribuito a fondare il mito letterario di Parigi, e nei loro libri ci troviamo a vagabondare quasi nelle stesse strade di Parigi: nel quartiere latino per esempio, dove si svolge parte de Le illusioni perdute di Balzac, mentre l’ Île de la Cité e Notre Dame fanno da sfondo all’omonimo romanzo di Victor Hugo. L’ambientazione, nel caso del realismo, contribuisce a creare la verosimiglianza di un romanzo o di una fiction, alla base della quale si trova il patto tra scrittore e lettore. Perciò deve essere curata e non cadere in facili errori, i quali sono sempre possibili e talvolta diventano famosi; a ogni modo servono a differenziare ciò che è creato secondo le regole del mondo reale e ciò che invece è frutto di una più libera e altrettanto accettabile invenzione.

  Hai quasi finito il tuo libro e cerchi un parere o un aiuto la Pubblicazione del tuo manoscritto? Contattaci Subito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...