Le virtù morali del personaggio

Un personaggio ci piace perché il suo Autore lo ha dotato di precise caratteristiche psicologiche. Così come accade per le persone della vita reale, i personaggi letterari hanno una caratterizzazione; altro non è che quel che nelle persone chiamiamo carattere, solo più stilizzato e ricco di dettagli sociodemografici.

A seconda che lo scrittore scelga l’epos, oppure la commedia, dovrà utilizzare qualità differenti per descrivere i propri personaggi. Dovrà scegliere se affidarsi maggiormente alle virtù oppure ai difetti, e scegliere nella vasta gamma di possibilità della natura umana quelle che più si adattano ai propri eroi. È perciò molto interessante osservare in che cosa consistano queste scelte, di volta in volta, in quanto ci forniscono un quadro delle preferenze dell’Autore.

Se prendiamo un classico della letteratura mondiale come il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes, scopriamo in fretta quali sono le caratteristiche morali del protagonista:  

coraggio, in tutte le versioni;

intraprendenza verso le avventure;

altruismo, in quanto Don Chisciotte desidera sinceramente aiutare il prossimo;

educazione, Don Chisciotte non è esente dal possedere un elevato codice cavalleresco;

erudizione, almeno per quanto riguarda i codici della cavalleria Don Chisciotte è coltissimo, ha letto tanti libri.

Peccato che queste qualità, che sarebbero grandissimi pregi in una persona normale, in un personaggio come Don Chisciotte risultino soprattutto difetti tipici di una caratterizzazione da commedia. Questo perché la qualità attraverso cui Cervantes definisce il proprio personaggio è una, soprattutto: la sua follia. In base a questa caratteristica, divertentissima per il lettore, e vastissima dal punto di vista del significato poetico, Cervantes ridefinisce tutto il suo personaggio. Le qualità di Don Chisciotte non diventano esattamente difetti, ma virtù che facendo parte di un raziocinio che vive in un mondo totalmente di fantasia ci appaiono del tutto ridicole. Questo da un lato ci fa sorridere molto, da un altro pensare: Cervantes descrive infatti un mondo alla rovescia nel quale le virtù più importanti dell’uomo sembrano non funzionare più a dovere, ridicolizzate da un’errata percezione del reale. È una metafora talmente ampia e significante, che possiamo leggerci dentro quello che più ci aggrada.

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