Il romanzo autobiografico: la nascita di un genere letterario

Daniel Defoe è l’autore del famoso romanzo Robinson Crusoe, opera d’avventura che risale al 1719 e che a oggi, stando a molte statistiche, è il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia. Defoe esordì più che sessantenne e quando scrisse Robinson, il romanzo era un genere letterario di là da venire: è interessante ricordare come Defoe scrivesse per risanare i propri debiti, e che allora questo genere di pubblicazioni venissero spacciate e vendute come biografie autentiche. Nel caso di Robinson, la vicenda di fantasia – un marinaio che fa naufragio su di un’isola deserta – è ispirata al caso realmente accaduto a un naufrago nel XVII secolo.

Da allora, prende piede il genere del romanzo autobiografico, che ispirerà generazioni intere di scrittori  nell’Ottocento. Quali sono le caratteristiche di questo genere? Nel caso di Daniel Defoe, che, come prosatore, è di una chiarezza esemplare, esso ha le seguenti peculiarità:

1) si racconta una storia inventata spacciandola per vera:  sia Robinson Crusoe, che Moll Flanders e Lady Roxana, romanzi scritti nel giro di pochi anni da parte di Defoe, sono storie di fantasia che vengono presentate ai lettori come resoconti veritieri, in cui al massimo è stato cambiato il nome dei protagonisti. Questo gioco letterario è volto a coinvolgere il più possibile il lettore dentro le vicende del personaggio. Risponde alla stessa logica Le avventure di Gordon Pym di Poe. Facendo leva sull’innata curiosità del lettore, con questo tipo di narrazioni si dà luogo a una sorta di letteratura del voyeurismo applicata a biografie eccezionali.

2) l’intento morale dello scrittore è quello di permettere al lettore di imparare: una parte delle motivazioni che spingono Defoe a scrivere, è data dai valori. I valori religiosi – protestanti, in particolare – fanno sì che queste storie siano proposte al lettore come vicende dalla morale edificante. Tuttavia non si tratta di buoni esempi, ma situazioni in cui veri e propri personaggi letterari si raccontano al lettore attraverso mille vicissitudini ed errori, per consentirgli di imparare a non commetterli di simili.

3) il lato edonistico, avventuroso ed economico. Tutte le opere di Defoe si caratterizzano per un’attenta analisi degli affari economici dell’individuo e delle sue avventure. Ci propongono personaggi così ben fatti, e biografie così ricche di fatti, che possiamo perderci dentro le loro mille avventure scegliendo ogni volta il lato che ci interessa di più: quello meramente edonistico, quello avventuroso oppure  quello legato alle vicende economiche. Su tutti questi fatti Defoe propone costantemente la propria morale religiosa, onesta quanto intransigente. Anche se questo tipo di sguardo è molto utile, e vorrebbe costituire la ragione stessa del racconto, un posto di tutto rispetto lo tengono anche la capacità di divertire attraverso racconti leggeri, e incredibilmente vari.  

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