4 consigli per migliorare lo stile

Chi scrive con ambizioni letterarie deve imparare a scrivere bene. Al contrario di ciò che di solito siamo portati a credere, scrivere bene non significa scrivere tout court in maniera poetica, ma essere chiari e precisi nell’esposizione dei concetti che vogliamo esprimere.

In quest’articolo vi diamo alcuni consigli per evitare gli errori più comuni, e migliorare il senso di una frase.

Ripetizioni. Anche se non sempre sono da ritenere degli errori, le ripetizioni non aiutano un testo. Non sempre tuttavia si riesce a evitarle (ne ho appena inserito una, l’avete notata?). Alcuni autori le hanno utilizzate come una cifra del proprio stile (per esempio, Ernest Hemingway) ma l’inglese suona diverso dall’italiano e nella nostra lingua le ripetizioni assumono un maggiore peso.

Lo spettacolo  visto ieri a teatro è stato uno degli spettacoli più belli a cui ho potuto assistere da quando vado a teatro.

Nella frase la ripetizione è addirittura doppia. Riguarda le parole spettacolo e teatro. Un buon editing di questa frase è:

Ieri sono andato a teatro, e ho potuto assistere a uno dei più bei spettacoli che mi sia capitato di vedere.  

Eccessi. Gli eccessi in grado di appesantire lo stile di uno Scrittore riguardano spesso l’utilizzo degli aggettivi. L’aggettivazione esagerata è tipica del linguaggio burocratico, Italo Calvino la definiva antilingua.

Alice poggiò il suo zaino verde e si mise a guardare il mare.

In questo caso sono superflui sia l’utilizzo dell’aggettivo possessivo “suo” che l’indicazione del colore dello zaino. La frase diventa:

Alice poggiò lo zaino e si mise a guardare il mare.

Sinonimi. La prosa di uno Scrittore è tanto più debole quanto più è ridotto il suo vocabolario. Questo non significa che dovete fare ricorso ad arcaismi e termini desueti. I sinonimi non servono solo a evitare le ripetizioni, ma a rendere più preciso il senso di una frase.

Come stai oggi? – disse Marco.

Sono più sereno. – gli rispose Davide.

Lo sei davvero? – disse ancora Marco.

In parte. Spero che mi chiami. – rispose Davide.

Introdurre i sinonimi è importante anche nei dialoghi. Con un po’ di fantasia questo dialogo diventa:

Come stai oggi? – chiese Marco.

Sono più sereno. – gli rispose Davide.

Lo sei davvero? – domandò Marco.

In parte. Spero che mi chiami. – ribatté Davide.

Le figure retoriche.  Le figure retoriche, come dice la parola, attengono alla retorica e sono utili per dare forma al discorso. Presiedono a una buona oratoria. Tra quelle sovrautilizzate, specie dagli scrittori alle prime armi, c’è la metafora.

Durante il safari abbiamo visto il re della foresta (come se il leone fosse un uomo), poco lontano il mare mugolava (come se fosse un animale) e la sera scendeva. Poi siamo tornati al nostro nido (come se l’uomo fosse un uccello).

Questa frase risente di un’evidente distorsione poetica che non aiuta la comunicazione con il lettore.

Durante il safari abbiamo visto una famiglia di leoni. Il mare era poco distante e il sole tramontava. Poi abbiamo fatto ritorno al rifugio.

Rivedere il testo aiuta a sistemare meglio le informazioni che diamo al lettore.
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